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Consiglio Permanente CEI. Cardinal Bagnasco: "l'immagine del Paese è compromessa"   versione testuale






Un paese complesso richiede saggezza e virtù. Si conclude così la prolusione più attesa del Presidente della Cei, in uno dei momenti più difficili per il Paese. Il giudizio sull’Italia si apre con lo sguardo all’anima del paese, alla sua identità cristiana, al ruolo che la fede ha nella vita comunitaria e pubblica quasi a spiegare le ragioni squisitamente pastorali e antropologiche di un intervento che entra nella attulità in cui non è difficile riscontrare “una perversione di fondo del concetto di ethos”. Ad una nazione che chiede idealità e forza morale il card. Bagnasco ricorda la lezione del convertito Newman e il primato della coscienza, il “patrimonio di principi e valori espressi da una religiosità autentica”che possono aiutare ad interpretare il presente e a superare il “senso si spaesamento che perdura”.
 
La desertificazione valoriale, il consumismo che ha “fiaccato” il paese, la cultura della seduzione hanno “ubriacato” parte della società italiana, la crisi economica ha portato al riconoscimento che per troppi anni si è vissuti al di sopra delle proprie possibilità e che forse è arrivato i momento di tornare a pensare secondo la categoria del “noi”, programmando quella che Bagnasco chiama “un’alfabetizzazione etica” che deve accompagnare una ridistribuzione delle risorse. I segnali dell’insofferenza alla “scalata furba e al guadagno facile” ci sono. E il presidente della Cei li individua nella crescente “allergia” all’evasione fiscale, invitando tutti a pagare nella giusta misura e ricordando che nessuno è moralmente autorizzato ad autodecretarsi il livello fiscale. All’Italia, in cui la famiglia è stata il baluardo della finanza nazionale, il cardinale chiede politiche preveggenti che mantengano l’istituzione fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna aperta alla vita, ma soprattutto auspica che il paese superi in modo rapido e definitivo la fase in cui si mescolano debolezza etica e fibrillazione politica e istituzionale.
 
La logica conflittuale che dura da anni, le notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro, gli squarci su stili non compatibili con sobrietà e correttezza, e il clima di reciproca delegittimazione fanno respirare al paese un evidente disagio morale. L’immagine del paese è compromessa, spiega il Cardinale, e comunque vadano le cose non ci saranno vincitori. E’ necessario fermarsi in tempo, fare chiarezza nelle sedi appropriate, dando ascolto alla nazione. Nessun pessimismo, ma fiducia e una scatto di coscienza e responsabilità.
 
24 gennaio 2011
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